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| 16 Novembre 2015

LE NOSTRE PROPOSTE PER CAMBIARE
L’attuale politica ha creato un micidiale schema operativo per portare avanti i propri interessi, mai coincidenti con quelli del Paese.

Uno schema riassumibile in due punti:

- Trasformazione in voti del problema reale

- Il ciclo continuo della politica

1) Trasformazione in voti del problema reale

In sintesi i passaggi:

Un partito o un movimento politico identifica un problema sociale su cui attivare la propria comunicazione (l’immigrazione, la tassazione, l’evasione fiscale la disoccupazione, la corruzione etc.) – Martella ossessivamente l’elettorato con la riproposizione del problema, senza mai offrire la soluzione – Acquisisce una base di consensi che si traduce in voti – Ottiene un posto di lavoro per i suoi affiliati – Stessa dinamica avviene su temi opposti sull’altra sponda politica – Si crea una fittizia alternanza al governo – I problemi dei cittadini rimangono, nella totale assenza di risposte concrete.
Oggi noi cittadini siamo talmente assuefatti da questo paradigma che non vediamo il loro semplicissimo gioco, anzi lo alimentiamo attraverso le scelte imposte in cabina elettorale.
Resta però il dato inconfutabile che il cittadino, il popolo tutto ha una serie interminabile di problemi reali: la disoccupazione, i salari insufficienti, l’insicurezza nei luoghi pubblici e privati, la delinquenza diffusa, la microcriminalità che di fatto limita la libertà delle persone, le associazioni criminali che influiscono pesantemente sulla economia del paese, l’immigrazione incontrollata e debordante che incide sulla quotidianità dal lavoro.
Non possiamo più tacere: la colpa di questi problemi non è dei cittadini.
La responsabilità è della politica, individualmente del politico: del suo disinteresse, della sua pigrizia, della sua impreparazione, del suo secondo fine, ma soprattutto della necessità e ribadisco necessità di continuare a fare politica.
Ed è in questa fase che si realizza il paradosso: il partito politico o il singolo politico (temporaneamente all’opposizione) utilizza il problema o i problemi dei cittadini e del popolo per cercare consensi.

I consensi gli portano i voti.

A quel punto il meccanismo si inverte, il partito minoritario inizia ad operare nello stesso identico modo.
In ogni caso il politico che ha cavalcato i problemi nulla farà per risolverli e questo è un aspetto essenziale che deve essere quindi valutato.

2) Il ciclo continuo della politica

Si apre quindi il ciclo a flusso continuo, il partito che diventa o continua a essere minoritario seguita con la medesima strategia.
Nel mentre la coalizione al governo diviene letteralmente paralizzata e nulla esegue o migliora dello status quo.
La temporanea maggioranza è spaventata di perdere le sue prerogative.
E in tutto questo imputata colpe e responsabilità della propria improduttività all’opposizione.
Lo abbiamo visto da decenni.
Ma non riusciamo a disinnescare questo circolo vizioso

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