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| 16 Novembre 2015

IN DIFESA DELLA SANITÀ
La politica, con la sua prassi ormai consolidata di autoreferenzialità, continua ad ignorare sistematicamente i problemi reali, distraendo i cittadini con siparietti e contrapposizioni fittizie.
Siamo così assuefatti a questa logica della finta alternanza, a queste ammucchiate posticce dell’ultima ora (valide solo nell’immediato della campagna elettorale) che perfino i movimenti di protesta si appiattiscono sull’agenda dettata dai partiti ufficiali.
Di fatto, essi non propongono soluzioni alternative, ma solo una sterile contestazione a priori.

Noi di LES invece vogliamo entrare nel merito delle questioni, sviscerandone gli aspetti tecnici e proponendo sempre una soluzione chiara e realizzabile.
Vogliamo parlare dei veri problemi della vita quotidiana dei cittadini, non dei finti dibattiti creati dal teatrino delle finte contrapposizioni per distrarre le masse.
Ad esempio, oggi, vorremmo affrontare la questione cruciale della Sanità.

Due sono le nostre considerazioni.

In primo luogo, il Ministro Lorenzin continua a ribadire la necessità inesorabile di tagli alla Sanità pubblica.
Noi ci chiediamo il perché, considerando la centralità e la priorità assoluta che in una società democratica crediamo debba avere la salute dei contribuenti, di tale ossessiva convinzione.

Dove sono “gli sprechi della Sanità pubblica” quando spesso è proprio la Sanità pubblica a non esserci!
È palese che esista una Sanità di serie A e una di serie B, e non parliamo della distanza tra servizi pubblici e privati, ma di una discrepanza all’interno della stessa Sanità pubblica (pensiamo alle evidenti differenze tra Nord e Sud Italia).
Al contrario, dunque, invece dei tagli si deve potenziare, migliorare e mettere a regime un efficiente sistema di Sanità pubblica, senza discrepanze di qualità, ma uniforme in tutto il Paese.

Secondo punto: la difesa della professione del medico.
Se da un lato è fondamentale assicurare il diritto al paziente di essere curato, dall’altro è necessario garantire al medico la serenità di poter operare senza il rischio di finire alla sbarra per eventuali errori.

L’errore umano, tecnico (se non intenzionale, chiaramente) è parte, anzi stimolo continuo, alla ricerca scientifica, in particolare medica.

Il LES si impegnerà per impedire procedimenti penali ai medici, proponendo una nuova normativa che non consenta ai professionisti della Salute di finire sotto processo per errori umani.
L’ordinamento non può consentire che un professionista vada alla sbarra per aver svolto il suo lavoro.

Il LES si batterà in questo senso non solo per i medici, ma per tutti coloro che lavorano nell’interesse pubblico, laddove chiaramente si tratti di errori meramente tecnici.

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Fatti coinvolgere!

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