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Se siete giunti su questa pagina vuol dire che qualcuno vi ha parlato di noi ed è quindi giusto che anche voi sappiate tutto su LES.

COME NASCE LES

LES nasce dall’idea dell’avvocato Eugenio Pini.

L’avvocato Pini, prima di svolgere la professione forense, ha militato nella Polizia di Stato.

Come conoscitore degli argomenti fondanti e delle criticità dei lavori connessi alla sicurezza, ha difeso numerosi appartenenti alle Forze di polizia ed armate.

Ha anche dato assistenza legale alle maggioritarie sigle sindacali della Polizia di Stato.

Si è fortemente impegnato per coloro che espletano questi servizi ad alto rischio, donne e uomini, a cui molto è richiesto e poco è dato sia sotto il profilo morale che economico.

Successivamente, anche grazie ad incarichi professionali, ha riscontrato una analogia significativa tra gli impieghi afferenti all’erogazione dei servizi essenziali quali giustizia, istruzione, pubblica amministrazione, sanità e sicurezza, focalizzando che in questi lavori, fatte chiaramente salve le loro specificità oggettive e soggettive, sono presenti delle comuni criticità.

Il riferimento è alle elevate problematiche legate alla carenza di strumenti, alla precarietà formativa e alla frequente esposizione a problematiche giudiziarie spesso anche accostate ad attacchi mediatici.

Su questa visione di insieme ha dato vita a LES, creando un supporto culturale e tecnico in favore di tutte queste figure professionali e sostenendo che una nazione evoluta non può prescindere dall’elevata qualità dei servizi fondamentali che devono essere erogati al cittadino.

Quindi, con l’intento di mettersi a disposizione del paese, nasce LES.

COSA È LES

Non abbiamo bisogno di spiegarvi che un progetto come LES è una folle idea.

In un momento storico di decadenza, politica e morale, senza precedenti, voler riportare al centro della vita collettiva e del dibattito nazionale la legalità e la sicurezza appare un tentativo ingenuo, se non incosciente, destinato al fallimento.

Noi preferiamo definirlo un’utopia coraggiosa.

E siamo pronti a impegnarci per renderla realtà.

Noi crediamo fermamente in un semplice principio: vivere in una democrazia ha senso solo se è vivere nella legalità e nella sicurezza.

È urgente ed indispensabile fin da subito chiarire alcuni punti fondamentali.

Non siamo legati a partiti politici.

Non sosteniamo politici, né gruppi di potere.

Noi siamo dalla parte della comunità, dei cittadini, del diritto.

Non siamo di destra e non siamo di sinistra.

Tanto che, in realtà, riteniamo profondamente anacronistico parlare ancora, al giorno d’oggi, di questi schieramenti contrapposti: sono distinzioni del secolo scorso, che ora non hanno più alcun senso pratico.

Siamo equidistanti da entrambi gli schieramenti.

Siamo cittadini, donne e uomini, lavoratori, pensionati e studenti, che non si riconoscono più in nessun movimento, in nessun partito, in nessuna ideologia.

Ma ciò non significa che non abbiamo valori o ideali.

E proprio in nome di questi che vogliamo combattere.

Combatteremo in prima linea per difendere ciò in cui crediamo: i valori fondanti della società; ovvero la legalità, la sicurezza, la sanità e la scuola pubblica, la cultura, l’onestà.

Crediamo, soprattutto, nell’obbligo di impegnarsi con competenza, con correttezza e con onestà nel governo e nell’amministrazione del nostro paese.

Noi crediamo fortemente in questo progetto e siamo certi che anche voi lo farete, perché crediamo nel contagio delle buone idee.

Soprattutto, non crediamo ma confidiamo in una certezza incrollabile: IL CORAGGIO È CONTAGIOSO.

Il fondamento del LES è la cultura del prossimo.

Il rispetto delle esigenze del prossimo è un comandamento interiore e universale, che non può essere imposto attraverso regole artificiali.

È l’opposto del carrierismo, della cultura dell’ego che ha infestato le coscienze nella società contemporanea.

La cultura del prossimo è e sarà il nucleo centrale della prassi di LES: siamo persone che si riuniscono per mettere al servizio della comunità le proprie competenze.

I requisiti per partecipare a questa avventura sono solo due, ma assolutamente necessari: la competenza e l’onestà.

IL SISTEMA VIGENTE

Gli schieramenti attuali non cercano la ragione, non perseguono l’equilibrio nelle loro idee, non hanno scrupoli etici, non propongono soluzioni utili per il popolo.

Hanno un unico imperativo: vincere e basta.

Per se stessi e per nessun altro. Questo atteggiamento, percorrendo la strada dell’egoismo e della parzialità, ha portato alla scomparsa dell’obiettività e della lungimiranza.

Noi siamo qui per cambiare le cose.

L’attuale politica ha creato un micidiale schema operativo per portare avanti i propri interessi, mai coincidenti con quelli del Paese, anzi spesso in netto contrasto con i diritti della gente comune.

Uno schema che possiamo riassumere in due punti:

– trasformazione in voti dei problemi;

– ciclo continuo della gestione del potere.

LO SFRUTTAMENTO POLITICO DEI PROBLEMI REALI DEI CITTADINI

Oggi noi cittadini siamo talmente assuefatti da questo paradigma che non riusciamo più a riconoscere questo semplicissimo gioco, anzi lo alimentiamo attraverso la supina accettazione delle scelte imposte in cabina elettorale.

Ecco brevemente descritte le fasi della prassi ormai collaudata:

– un partito (o un movimento politico) identifica un problema sociale su cui fondare la propria comunicazione (l’immigrazione, la tassazione eccessiva, l’evasione fiscale la disoccupazione, la corruzione etc.);

– martella ossessivamente l’elettorato con la riproposizione del problema, senza mai offrire la soluzione;

– acquisisce una base di consensi che si traduce in voti;

– la stessa dinamica avviene su temi opposti sull’altra sponda politica;

– si crea così una fittizia alternanza al governo;

La triste conclusione è che i problemi dei cittadini rimangono, nella totale assenza di risposte concrete.

Resta però il dato inconfutabile che il cittadino, il popolo tutto, ha una serie interminabile di problemi reali: la disoccupazione, i salari insufficienti, l’insicurezza nei luoghi pubblici e privati, la delinquenza diffusa, la microcriminalità che di fatto limita la libertà delle persone, le associazioni criminali che influiscono pesantemente sulla economia del paese, l’immigrazione incontrollata e debordante che incide sulla quotidianità di tutti i servizi per l’eccessività dei costi.

Non possiamo più tacere: la colpa di questi problemi non è dei cittadini, ma di un sistema nel miglior caso composto da incompetenti, nel peggiore da corrotti e criminali.

LA GESTIONE CHIUSA DEL POTERE

Si apre quindi il ciclo a flusso continuo: il partito che diventa o continua a essere minoritario seguita con la medesima strategia a mantenere il gioco della finta alternanza.

Nel mentre, la coalizione al governo diviene letteralmente paralizzata, incapace (o disinteressata) ad alterare lo status quo. La temporanea maggioranza è spaventata dal rischio di perdere le sue prerogative; e in tutto questo imputa colpe e responsabilità della propria improduttività all’opposizione.

Un gioco dialettico semplicissimo.

Questo è quello a cui, per decenni, abbiamo assistito.

Eppure, ad oggi nessuno, pur in buonafede, è riuscito a disinnescare questo circolo vizioso.

LE PROPOSTE DI LES

Le nostre non sono solo parole, ma proposte concrete.

C’è la necessità, oramai improcrastinabile, di forze esterne al cerchio chiuso della politica.

Noi di LES diciamo no alla politica come fonte di reddito: prendersi cura del benessere dei cittadini non può essere un lavoro convenzionalmente inteso.

La politica, come la intendiamo noi, non può essere un posto di lavoro da cercare.

Proponiamo quindi:

– una contingentazione temporale e quantitativa dei mandati politici;

– un limite di ingresso legato allo svolgimento di una attività lavorativa in precedenza eseguita.

Riassumendo: la politica deve diventare un’attività di secondo livello ad accesso vincolato.

Per questo, entrando nell’operatività di LES, riteniamo indispensabile aprire un dibattito a flusso continuo tra la politica, convenzionalmente intesa, e la società civile.

Per questo chiediamo a tutti Voi di intervenire nel dibattito, facendo confluire la vostra energia in tematiche pubbliche. Quindi ci rivolgiamo apertamente a tutte le persone che sentano come prevalente la questione morale, che non cerchino vantaggi personali e che credano nella Legalità e nella Sicurezza.

Questo è una caratteristica unica, che ha solo LES: l’apertura a tutti, la ricerca di aggregazione rivolta a tutti.

LA NECESSITÀ DEL CAMBIAMENTO DI UN PAESE A DEMOCRAZIA SOSPESA

Da queste premesse inoppugnabili deriva una conseguenza inevitabile: la necessità di contrastare l’attuale sistema politico, partendo proprio dal perverso meccanismo di reclutamento dei politici.

Si tratta di un cambiamento epocale, che gli italiani stanno aspettando da anni.

Noi di LES crediamo veramente che il momento sia giunto, come indicato da alcune evidenti contingenze:

– da una parte, il popolo è esausto, posto ai margini dei processi decisionali da troppi anni, in condizioni di grande confusione sociale e cronica mancanza di speranza;

– dall’altra, il modo ambiguo e disonesto di portare avanti la politica è stato scoperto, rivelato, esposto ed ora è evidente a tutti;

– vi è anche un altro dato incontestabile che illumina retrospettivamente ogni aspetto della situazione attuale, ovvero l’assenza del reale esercizio del diritto di voto. Sono infatti anni che in Italia tecnicamente non c’è democrazia, nel significato etimologico di governo del popolo. Dobbiamo, infatti, oggettivamente ritenerci un paese a democrazia sospesa.

Con questo vogliamo dire che non è pensabile – e che non è accettabile – avere governanti non eletti dal popolo.

UNISCITI A NOI PER RISOLVERE I PROBLEMI DELLA NAZIONE

Oggi l’unica “ideologia” possibile è quella, trasversale e universale, che preveda l’impegno di tutti nella capacità di risolvere concretamente i problemi attuali.

Ora il pensiero prevalente deve tornare ad essere il benessere comune: dobbiamo partire dalle necessità di base.

Dobbiamo pensare a principi unitari, mettendo da parte i singoli interessi.

Dobbiamo creare noi (e in noi stessi) il cambiamento che vogliamo vedere nel Paese.

In conclusione, vorremmo rifarci alle illuminanti parole di un grande leader politico, Nelson Mandela, un uomo che ha incarnato nei fatti gli alti ideali che evocava, sconfiggendo con la forza del perdono le forze negative e antistoriche del razzismo e della violenza.

Mandela, una volta preso il potere, non ha dato vita a una lecita vendetta politica, dopo anni di sofferenze del suo popolo, né a una brusca transizione rivoluzionaria.

Ha accompagnato la nazione verso il compimento di una rivoluzione non-violenta, ammirata da tutto il mondo.

Al suo esempio guardiamo, alle parole, memorabili, che disse nel discorso inaugurale della sua presidenza:

DIMENTICHIAMO IL PASSATO. LAVORIAMO INSIEME PER COSTRUIRE UNA GRANDE NAZIONE.

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